Intervistato da Davide Manglavite

Andrea G.Pinketts nasce a Milano nel 1961 sotto il segno del leone ascendente ariete, sin da piccolo dimostra una pertinace tendenza all'insubordinazione e alle armi da fuoco, specialmente a quelle puntate contro di lui. Studi irregolari, espulsione dal liceo linguistico per avere mal-menato il preside disossandolo. A 17 anni dà prova di resistenza nella giungla urbana quando, essendo rimasto chiuso all'interno di un cinema periferico a causa di un colpo di sonno indotto da una bottiglia di whiskey tracannata durante la proiezione di "Tre contro tutti", demolisce il portone del cinema a colpi di mannaia. Dopo dodici giorni di servizio militare evade dalla caserma dei granatieri di Orvieto e, per evitare spiacevoli conseguenze, si finge psicopatico. Tra le sue attività annoveriamo: fotomodello, cacciatore di dote, istruttore di arti marziali, giornalista investigativo (premio "Una Remington per la strada" 1991). Le sue inchieste sul settimanale "Esquire" lo hanno visto di volta in volta sviluppare l'arte del trasformismo diventando negro, barbone, viado, satanista, pornodivo col nickname di "Udo Kuoio il re della frusta". Ha sempre avuto una passione sfrenata per le cattive compagnie, la letteratura, i bar equivoci, i sigari e le donne. Non necessariamente in questo ordine.

Questa intervista risale al mese di gennaio: si parla di cinema, di Trash-O-Matik e della prima de "L'ultimo dei caimani", dove lo scrittore ha tenuto banco con amabili calembour.

 

Cominciamo da una domanda impegnativa, dato che quelle facili non le si addicono: Pinketts, secondo Lei nel film gli autori lasciano intravvedere un messaggio di speranza per i "ggiovani"?


Senz'altro, grazie alla straordinaria icona dell'Orsacchiotto Baciotto e alla sua continua caccia di femmine destinata a concludersi con un clamoroso dietro-front.

Lei ha preso parte in veste di guest-star al film: cosa ha provato rivedendosi sul grande schermo?

 

Una sorta di eccitazione sessuale. Come direbbe Lara Cardella, non solo volevo i pantaloni, ma ce li avevo gonfi.

Nel film conta di più la presenza di una buona cifra tecnica o la mancanza delle cifre sulle camicie dei protagonisti?

 

La mancanza di pudore sulle mutande dei protagonisti, una cifra stilistica molto apprezzabile.

Quale tra i personaggi ha colpito maggiormente il suo immaginario individuale?

 

Baby Arduini, nella straordinaria interpretazione di Romualdo Grande, perchè viene giustiziato dai protagonisti dopo aver filosofeggiato da Santo Bevitore in Via Bagnera. Un buco nell'acqua.
Manglavite e di Grazia avranno un futuro che non sia quello di comparse nel remake di "Ritorno al futuro"?


Parafrasando un libro di sapore autobiografico pubblicato nel 1982 a firma Vittorio Gassman, direi che i due hanno un grande avvenire dietro le palle.
Ritiene che il critico Rospo Cinghio abbia correttamente analizzato le tematiche proposte dal film nella video-critica proiettata come hors d'oeuvre?


Rospo Cinghio è un Ghezzi che oltre a sputare sentenze ha il coraggio di sputare il rospo, estroiettandosi dalla propria dialettica fumosa e fumogena.
 In conclusione, dia una definizione sintetica de "L'ultimo dei caimani".

Un puttan-tour sui luoghi comuni ed extracomunitari di una generazione di smidollati.


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